Top
L’Italia sostenibile raccontata nel libro di Marco Frittella - La Terra dei Figli
fade
3580
post-template-default,single,single-post,postid-3580,single-format-standard,eltd-core-1.2.1,flow child-child-ver-1.0.1,flow-ver-1.6.3,,eltd-smooth-page-transitions,ajax,eltd-blog-installed,page-template-blog-standard,eltd-header-type2,eltd-sticky-header-on-scroll-up,eltd-default-mobile-header,eltd-sticky-up-mobile-header,eltd-dropdown-default,eltd-header-style-on-scroll,wpb-js-composer js-comp-ver-6.0.5,vc_responsive

L’Italia sostenibile raccontata nel libro di Marco Frittella

L’Italia sostenibile raccontata nel libro di Marco Frittella

Intervista di Fabio Benvenuti

NEL LIBRO DEL GIORNALISTA RAI GLI ESEMPI DI AZIENDE VIRTUOSE, CON QUALCHE SORPRESA      

“Italia Green”, uscito a settembre per RAI Libri, è il libro scritto dal giornalista di Rai Uno e conduttore di Uno Mattina, Marco Frittella. 

Che tipo di Italia racconti nel tuo libro?  

“Ho voluto disegnare una mappa delle tante eccellenze italiane in campo ambientale. Senza pretese di completezza ma con una ricerca meticolosa in tutti i settori del “green made in Italy”: l’economia circolare, la gestione dei rifiuti, le energie rinnovabili, l’e-mobility, l’agricoltura più bio del mondo, la moda eco-sostenibile, la chimica verde e la nuova edilizia il cui simbolo è diventato il “Bosco Verticale” dell’architetto Stefano Boeri che, dalla Milano dell’Expo 2015, viene riprodotto in tutti i continenti, dalla Cina al Messico”. 

Hai fotografato uno spaccato inedito delle aziende italiane, tante realtà che spesso non hanno le luci della ribalta ma sono l’avanguardia di una nuova economia.         

“Nel libro sono raccolte centinaia di storie tutte da far conoscere: dalle aziende che si sono conquistate un ruolo di primo piano in campo mondiale alle start up di giovani under 35, che con creatività e intraprendenza si fanno largo (anche contro la burocrazia nazionale) nella nuova economia; dagli spin off di università e istituti tecnologico-scientifici di fama mondiale alle fattorie dell’agricoltura di precisione”.

Qualche esempio particolare da raccontare per mettere a fuoco questo universo così interessante?

“Emblematico è il caso della plastica: fu un italiano, il premio Nobel Giulio Natta,  l’autore di un’invenzione che avrebbe fatto da volano allo sviluppo economico del secondo dopoguerra, ed è stata una azienda italiana a brevettare la bioplastica di origine vegetale, che rappresenta la risposta più evoluta e potenzialmente risolutiva all’invasione di miliardi di oggetti indistruttibili che ormai hanno invaso i fiumi, i mari e gli oceani”. 

Come è nata l’idea di scrivere un libro su questo tema? 

“Sono convinto da tempo che quella ambientale sia l’unica vicenda politica che presto sarà obbligatorio raccontare e ho cominciato a farlo con “Italia Green”. Il libro, poi, prende le mosse dal “Manifesto di Assisi” del febbraio 2020, che lancia un appello per l’economia ecosostenibile, e si conclude con quattro interviste ad altrettanti protagonisti del Made in Italy ambientale. Si tratta di due voci del mondo delle imprese: l’AD dell’ENEL Francesco Starace, a capo di un’azienda che è diventata il primo player mondiale nell’energia rinnovabile e il presidente della Coldiretti Ettore Prandini; e di due testimonianze dell’ambientalismo italiano: quelle del fondatore di Symbola, Ermete Realacci e del  presidente di Legambiente Francesco Ciafani”.

Quello che presenti ai lettori è un viaggio ricco di sorprese ma anche uno sguardo al futuro dell’Italia intriso di fiducia. 

«Sai che in Europa siamo i migliori a riciclare quell’enorme risorsa che sono i rifiuti? Più dei tedeschi, pensa. E che siamo tra i primi nel mondo quanto a efficienza energetica e uso delle rinnovabili? C’è chi trova che si può fare un elegante tessuto dell’Italian Fashion con le bucce delle arance siciliane, o una vernice non tossica con le fave di cacao. Ecco, “Italia Green” si ripromette di raccontare – per cenni, senza pretesa di completezza – quello che in Italia si fa, ed è tanto, per entrare nell’era dello sviluppo sostenibile, dell’economia circolare, della rivoluzione energetica, della chimica green. Non è un libro sullo “strano ma vero”. Cerca invece di seguire le tracce di un cammino di concreto progresso ambientale, tecnologico, scientifico, sociale ed economico. Le aziende più impegnate nello sviluppo sostenibile sono anche le più dinamiche e spesso sono guidate da giovani e donne, in particolare nella nostra agricoltura, la più green e ricca del mondo».

Ma il nostro Paese è pronto per sostenere lo sforzo e il percorso delle aziende verso la sostenibilità?

“Questo, forse, è il vero problema. La burocrazia che rallenta ogni cosa. Faccio un esempio.Un’azienda di Pescara, in collaborazione con un’azienda di gestione dei rifiuti del trevigiano che produce granuli di cellulosa In Italia, ha inventato un metodo per riciclare i pannolini, un prodotto tra i più difficili da smaltire, per ricavare materie prime dalle montagne di questo prodotto che ogni giorno vengono consumati. Ma in Italia ciascun prodotto di materia prima “seconda”, cioè non direttamente estratta ma ricavata da un altro prodotto, ha bisogno di un atto normativo che ne autorizzi la commercializzazione. Per avere  questa autorizzazione l’azienda ha dovuto affrontare sette anni di contenzioso, prima di essere legittimata a riciclare pannolini. Hanno combattuto e vinto con la burocrazia e resistito alle offerte di acquisto del brevetto da altri Paesi, dove li aspettavano a braccia aperte”.        

L’AUTORE

Marco Frittella da quasi quarant’anni racconta la politica italiana dai microfoni della RAI, prima al Gr2 e dal 1993 al Tg1 di cui è anche uno dei conduttori storici. 

Ha raccontato la crisi della prima Repubblica, Tangentopoli, la fine del PCI, il ventennio della gara tra Berlusconi e il centrosinistra, la nascita dei movimenti populisti e sovranisti. Ha seguito il Quirinale di Cossiga e palazzo Chigi con Prodi e Amato; è stato il radiotelecronista di innumerevoli circostanze, dall’elezione di quattro presidenti della Repubblica alla strage del Bataclan del 2015. Nel 1989 era a Berlino per raccontare la rinascita democratica nella Germania ex comunista, nel 1990 si trovava a Beirut per l’ultima fase della guerra civile libanese. Ha intervistato Lech Walesa, Mikail Gorbaciov, Michel Aoun, Willy Brandt, S. Oscar Romero. Per diciassette anni ha insegnato giornalismo politico all’Università di Tor Vergata; oggi si dedica ai futuri giornalisti della Scuola Superiore di Perugia. Ha collaborato come editorialista al Giornale di Brescia, l’Eco di Bergamo, Il Giornale di Sicilia, la Gazzetta del Mezzogiorno, Il Mondo. 

Avatar
Fabio Benvenuti

Fabio Benvenuti